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2 Gennaio 2012

Che cos'è l'amianto?

Il termine "amianto"  (dal greco amiantos – inattaccabile, incorruttibile) o ASBESTO (dal greco asbestos - che non brucia, perpetuo) viene usato per indicare la forma fibrosa di alcuni minerali che in passato sono stati sfruttati commercialmente per le loro peculiari caratteristiche fisico-chimiche.

L'amianto (o "asbesto") è virtualmente indistruttibile: resiste al fuoco ed al calore, agli agenti chimici e biologici, all'abrasione ed all'usura. E' tanto flessibile che può essere filato o tessuto, e tuttavia ha una elevatissima resistenza alla trazione. Ha capacità fono-assorbenti ed è un buon isolante elettrico. I minerali si presentano sotto forma di fibre allungate.

Nel 1912 due ingegneri italiani, Mazza e Magnani, diedero un importante contributo alla messa a punto della prima macchina per la produzione di cemento-amianto. Alla fine degli anni '60 si trovavano già in commercio oltre 3.000 prodotti contenenti amianto: edilizia, navi, vagoni ferroviari, guarnizioni di ricambio per motori, tubi per acquedotti e fognature, canne fumarie, serbatoi per l’acqua, freni per auto, guanti di protezione, tessuti resistenti al fuoco, corde, schermi. In quel periodo cominciava inoltre l'utilizzo di amianto nell'edilizia, uso protrattosi per buona parte degli anni '80.

Nel 1992 l'amianto è stato dichiarato fuori legge in Italia, ed a partire dal 1993 ne è stata vietata l'importazione, l'estrazione, la lavorazione e la commercializzazione.

L'asbestosi è stata la prima malattia professionale amianto-correlata riconosciuta dall'INAIL; dal 1994 sono altresì tabellate come tali anche il mesotelioma (pleurico, pericardico e peritoneale) ed il carcinoma polmonare.


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